Teleriscaldamento

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Informazioni utili

Cos'è il teleriscaldamento?

Il Teleriscaldamento è un servizio di riscaldamento a distanza che permette di trasportare il calore dalle centrali di produzione alle singole utenze attraverso un’estesa rete di tubazioni interrate di acqua calda o surriscaldata. Si tratta di un sistema semplice, pulito, economico e sicuro per riscaldare gli edifici ed è una tecnologia che in Italia è presente fin dagli anni Settanta.

Perché sceglierlo?

Il teleriscaldamento è uno dei servizi più efficaci per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei centri urbani. Le più recenti normative italiane ed europee ne riconoscono la validità ambientale e prevedono che tutti i nuovi edifici, costruiti a meno di un chilometro da una rete di teleriscaldamento esistente, abbiano la predisposizione per poter essere allacciati alla rete. (Direttiva 2002/91/CE, recepita dal D. Lgs. 192/05 e s.m.i.).
Un sistema sicuro, pulito, efficace che abbatte le emissioni negli ambienti in cui si vive e si lavora e riduce gli oneri di gestione rispetto a quelli di un impianto tradizionale.

Cos’è uno scambiatore di calore?

La cessione di calore dalla rete di teleriscaldamento all'impianto domestico avviene tramite la Sottostazione di Scambio Termico (SST) che prende il posto della tradizionale caldaia. Il cuore della SST è rappresentato dallo “scambiatore di calore” che separa idraulicamente la rete di Iren (circuito primario) da quella dell'impianto interno del Cliente (circuito secondario): all’interno dello scambiatore, infatti, si realizza il passaggio di energia tra i due fluidi a temperature diverse, facendo sì che l'acqua dell’impianto secondario si scaldi.

Come viene prodotto il calore in Iren?

Il calore, sotto forma di acqua calda o surriscaldata, viene prodotto in moderne centrali con caratteristiche d’avanguardia sotto i profili ambientale e tecnologico. Tramite un’estesa rete di doppie tubazioni interrate (mandata e ritorno), l’acqua raggiunge i singoli edifici e, in luogo delle vecchie caldaie, ne assicura il riscaldamento, oltre che essere disponibile per produzione di acqua calda sanitaria. Ceduto il calore, l’acqua completa il proprio ciclo ritornando nelle centrali di produzione per ripetere il ciclo. Il calore può essere prodotto attraverso diverse tipologie di centrali: in Ire utilizziamo impianti di cogenerazione, centrali a caldaia, termovalorizzatori e anche fonti di energia rinnovabile.

Quali sono i vantaggi del teleriscaldamento?

Numerosi sono i vantaggi del teleriscaldamento:

 

  • Convenienza: con il teleriscaldamento si eliminano le spese di acquisto e manutenzione della caldaia e sua revisione, verifica e pulizia e le spese di realizzazione delle canne fumarie. La tecnologia attuale consente di allacciare alla rete del teleriscaldamento non solo i condomini, ma anche i fabbricati di tipo uni/bifamiliare. Inoltre, in molte regioni, i fabbricati di nuova costruzione che decidono di allacciarsi alla rete del teleriscaldamento sono esonerati dall'installazione di pannelli solari fotovoltaici.
  • Sostenibilità: aria più pulita in città grazie alla riduzione del numero dei camini e al costante controllo delle emissioni. Il teleriscaldamento è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
  • Risparmio: data l'assenza di combustione, si semplificano gli interventi di installazione e di manutenzione degli impianti e, in alcuni casi, le tariffe del teleriscaldamento risultano più economiche rispetto agli altri vettori energetici disponibili.
  • Sicurezza: grazie al teleriscaldamento non sono più necessarie caldaie, cisterne e canne fumarie, pertanto si eliminano i rischi legati alla combustione (presenza di fiamme libere, fumi di combustione) per il riscaldamento.  
  • Comfort: accensione, spegnimento e regolazione personalizzata del riscaldamento.
  • Semplicità: per gli amministratori tutto è più semplice, non è più necessario occuparsi della gestione della caldaia. Non più vincoli normativi per le canne fumarie, per l'accessibilità e l'areazione delle centrali termiche; non più controlli periodici delle emissioni; non più certificati dei Vigili del Fuoco.

In quali città è presente il teleriscaldament di Iren?

Le reti del teleriscaldamento di Iren si sviluppano nell’area metropolitana di Torino (Torino, Beinasco, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino e Rivoli) e nei Comuni di Reggio Emilia, Parma, Genova e Piacenza, per un totale di oltre 96 milioni di metri cubi riscaldati e circa 900.000 abitanti serviti.

Allacciamento e recesso

Cosa devo fare per allacciarmi?

L’allacciamento di un Cliente alla rete di teleriscaldamento prevede una serie di attività preliminari che partono dalla richiesta di preventivo da parte del Cliente e terminano con l’attivazione della fornitura del servizio. Per ogni dettaglio, consulta la sezione dedicata. 

Come posso inoltrare richiesta di preventivo?

Per inviare una richiesta di preventivo è necessario compilare il modulo web presente online nella sezione dedicata. In alternativa, è anche possibile stampare e compilare il modulo in tutti i suoi campi ed inviarlo via mail oppure spedirlo o consegnarlo agli sportelli di Iren Mercato sul territorio (per la lista e gli indirizzi si rimanda alla sezione dedicata).

Che cos’è il contributo di allacciamento?

Il contributo di allacciamento rappresenta l’importo che il Cliente versa, una tantum, come partecipazione agli investimenti sostenuti da Iren per l’allacciamento. Sebbene ogni allacciamento abbia peculiarità specifiche, generalmente il contributo di allacciamento va a coprire solo una minima parte dell’investimento sostenuto da Iren ed è, pertanto, molto competitivo rispetto all’acquisto di una nuova caldaia.

Quali sono i requisiti che lo stabile deve avere per allacciarmi?

Per poter allacciare uno stabile alla rete del teleriscaldamento è necessario che siano soddisfatte le seguenti condizioni tecniche essenziali:

 

  • Presenza di un impianto di riscaldamento di tipo centralizzato
  • Temperatura massima di funzionamento dell’impianto interno 80 °C (temperatura di mandata circuito di riscaldamento secondario)
  • Temperatura massima di ritorno circuito interno 65-68 °C. Tale prescrizione è legata all’esigenza di garantire una temperatura massima di ritorno sulla rete di teleriscaldamento di 70 °C
  • Disponibilità di un locale (centrale termica) per poter ospitare la Sottostazione di Scambio Termico.

È necessario mantenere anche la mia caldaia?

No, non è necessario mantenere la propria caldaia perché il teleriscaldamento va a sostituirla, rendendone non più necessario il mantenimento. 

È necessario modificare l'impianto idraulico dell'edificio?

No, il teleriscaldamento sostituisce unicamente il “generatore di calore”, cioè la caldaia tradizionale, per cui non altera l’impianto idraulico dell’edificio. Qualora ci fosse necessità di modifiche impiantistiche, necessarie per adempiere alle normative nazionali, le stesse saranno indicate nel preventivo di allacciamento e saranno a cura del Cliente.

Con il teleriscaldamento, è possibile usufruire anche dell'acqua calda sanitaria?

Certo, è possibile utilizzare il teleriscaldamento anche in sostituzione (o in affiancamento) di impianti per la produzione centralizzata di acqua calda igienico-sanitaria.

Se nella strada dove abito non è presente la rete, posso fare richiesta di allacciamento?

Assolutamente si: sarà nostra cura valutare il miglior percorso per estendere la rete di teleriscaldamento fino a raggiungere il punto di fornitura e, se l’investimento è sufficiente sostenibile e non ci sono criticità dal punto di vista idraulico, predisporremo il miglior preventivo per l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento.

Per richieste di pronto intervento, a chi posso rivolgermi?

In caso di necessità, per ricevere assistenza tecnica o segnalare guasti alla rete è possibile contattare il numero verde 800.255533; ricordiamo che il Pronto Intervento è attivo 24 ore su 24.

Come posso richiedere il recesso?

Qualora un Cliente allacciato alla rete di teleriscaldamento intenda chiedere il recesso dal contratto, potrà presentare in qualunque momento una richiesta di disattivazione della fornitura oppure di scollegamento dalla rete. Entrambe possono essere richieste in autonomia dal Cliente, utilizzando l’apposito modulo web; in alternativa è anche possibile stampare e compilare il  modulo in tutti i suoi campi ed inviarlo via mail oppure spedirlo o consegnarlo agli sportelli di Iren Mercato sul territorio.

Che differenza c’è tra disattivazione della fornitura e scollegamento?

Come definito dall’Autorità competente (ARERA), con la disattivazione della fornitura si intende la sospensione temporanea dell’erogazione del servizio, senza che sia prevista la rimozione di elementi della sottostazione di scambio termico; lo scollegamento, invece, comprende, in aggiunta alla disattivazione, anche la rimozione permanente della sottostazione di scambio termico e di eventuali altre parti di impianto di proprietà di Iren.

Fatturazione e bolletta

Come avviene la fatturazione del calore?

Le tariffe del teleriscaldamento non sono attualmente regolate dalla normativa nazionale e sono storicamente costruite secondo il principio del “costo gas evitato”, cioè rapportate al costo che il cliente avrebbe sostenuto utilizzando gas metano (espresso in euro/Sm3).

 

Le tariffe sono dunque rapportate al costo finale del gas metano che viene aggiornato in funzione delle normative di ARERA, per quanto riguarda le tariffe gas del mercato retail, e dello Stato per quanto riguarda le componenti fiscali.

 

La fatturazione è differente a seconda della tipologia dell'impianto, del contratto e della strumentazione interna utilizzata. In particolare la fatturazione può essere eseguita nei confronti del Condominio (contratto centralizzato), o può essere eseguita verso i singoli clienti utilizzando i valori riportati dalla strumentazione individuale oppure metodi di ripartizione volumetrica o millesimale.

Come si legge la bolletta?

La guida alla bolletta, disponibile online, ti permette di comprendere in maniera facile e veloce quali sono le voci che compongono la tua bolletta: puoi consultarla cliccando qui, per conoscere tutti i dettagli relativi alla tua fornitura e comprendere meglio.

Posso ricevere la bolletta direttamente online?

Puoi ricevere la tua bolletta direttamente online: ti basterà accedere all’App IrenYou e inoltrare la richiesta di dematerializzazione della fattura. Una volta effettuata la richiesta, potrai visualizzare le tue fatture da App.

Dove trovo i prezzi del teleriscaldamento di Iren?

I prezzi del teleriscaldamento, per ciascun anno e territorio di riferimento, sono disponibili e consultabili online nella sezione dedicata.

Per ulteriori informazioni, a chi posso rivolgermi?

Per approfondire o richiedere informazioni, puoi:

 

  • contattare telefonicamente il numero verde 800969696
  • navigare le sezioni dedicate del sito Iren Luce e Gas
  • scriverci all'indirizzo email servizioclienti@gruppoiren.it.

 

Raccolta rifiuti

Qual è l’obiettivo del servizio di raccolta rifiuti?

L'obiettivo primario delle attività di raccolta è l'aumento costante della percentuale di raccolta differenziata e il miglioramento della qualità del materiale da avviare a recupero, da un lato introducendo nuovi servizi di raccolta a domicilio e, dall'altro, sensibilizzando maggiormente i cittadini sulla tutela dell'ambiente e sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti.

Come è gestita la raccolta differenziata nel bacino servito da Iren Ambiente?

La raccolta differenziata nel bacino servito da Iren Ambiente è organizzata a seconda dei territori con sistemi di raccolta domiciliare (porta a porta) e sistemi di raccolte stradali, supportati dalla presenza dei centri di raccolta.

Quali sono i territori interessati dalla raccolta rifiuti di Iren Ambiente?

Il servizio di raccolta, che costituisce la prima fase del ciclo integrato dei rifiuti, interessa: Parma, Piacenza, Reggio Emilia e altri 119 comuni delle tre province emiliane.

 

Attraverso altre aziende controllate, inoltre, Iren Ambiente svolge analoghi servizi anche in altri comuni, tra cui Torino, Vercelli 26 comuni del Vercellese, Toscana, Sardegna.

Come è organizzata la raccolta rifiuti nel mio comune gestito da Iren Ambiente?

La raccolta rifiuti è organizzata secondo modalità specifiche per ciascun territorio servito da Iren Ambiente: accedi al servizio di raccolta nella sezione dedicata e, inserendo il tuo comune e il tuo indirizzo, avrai a disposizione tutte le informazioni di cui hai bisogno a riguardo.

Come posso smaltire i rifiuti ingombranti?

È possibile smaltire i rifiuti ingombranti consegnandoli direttamente e gratuitamente al centro di Raccolta più vicino a te, oppure prenotando il ritiro gratuito presso il domicilio, secondo le modalità previste per ogni territorio di riferimento e consultabili nella sezione dedicata.

Come trovo il centro di raccolta più vicino a me?

Nella sezione dedicata, cliccando qui, puoi consultare tutte le informazioni disponibili sui centri di raccolta del tuo comune. Inserendo il comune puoi conoscere orari, giorni di apertura, materiali conferibili e tutto quel che è necessario per accedere ai centri di raccolta.

Pulizia delle città

Quali sono le attività gestite da Iren Ambiente nel servizio di pulizia della città?

Iren Ambiente gestisce quotidianamente le attività di pulizia della città: pulizia e decoro urbano, spazzamento e lavaggio strade, viabilità invernale, progetti speciali di pulizia. Nello svolgimento di ogni servizio, l'azienda si avvale di strumenti flessibili in grado di adattarsi alle molteplici caratteristiche del territorio.

Quali sono i servizi svolti da Iren Ambiente per il decoro urbano?

Iren Ambiente svolge le attività di pulizia e decoro dei diversi ambienti urbani, con tipologie di servizio, attrezzature e frequenze di passaggio differenti a seconda delle necessità dei territori specifici. Le attività vengono realizzate utilizzando mezzi e strumenti flessibili, in grado di adattarsi alle molteplici caratteristiche urbane. Ecco un elenco generale dei servizi offerti:

 

  • spazzamento (manuale e meccanizzato) e lavaggio delle strade
  • pulizia delle aree verdi 
  • pulizia delle sponde dei fiumi
  • pulizia dei mercati rionali
  • pulizia dei portici del centro città e dei sottopassaggi
  • sgrigliatura dei pozzetti
  • svuotamento dei cestini
  • raccolta delle foglie
  • rimozione dei rifiuti abbandonati
  • pulizia delle fermate dei mezzi pubblici di superficie
  • pulizia dei marciapiedi delle scuole ubicate in edifici comunali
  • diserbo stradale e lavaggio dei ponti
  • derattizzazione e disinfestazione di aree pubbliche
  • pulizia delle aree giochi
  • pulizia e manutenzione dei servizi igienici pubblici
  • rimozione carcasse di automobili su indicazione dei vigili urbani.

 

In che modo Iren Ambiente agevola la viabilità invernale?

Iren Ambiente investe sulla comunicazione preventiva in caso di nevicata nelle città in cui effettua il servizio di pulizia e sgombero neve, ovvero per i Comuni di Reggio Emilia e Torino (attraverso Amiat), perseguendo tre obiettivi essenziali:

 

  • aumentare l'efficacia degli interventi di rimozione neve e spargimento sale antighiaccio
  • conseguire un migliore grado di soddisfazione del servizio da parte della cittadinanza
  • garantire, grazie ad una adeguata e congrua comunicazione, il massimo grado di trasparenza sulle attività svolte e programmate.

 

Ciclo integrato rifiuti

Cos'è il ciclo integrato dei rifiuti?

La gestione dell'intero processo dei rifiuti, fino al riutilizzo dei materiali di scarto, con l'obiettivo di ridurre l'impatto sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Di quali attività si compone il ciclo integrato dei rifiuti?

Il ciclo integrato dei rifiuti si articola in diverse fasi, a cui corrisponde una precisa attività:

 

  • Raccolta: è la prima fase del ciclo integrato dei rifiuti e consiste nella progettazione del sistema e nella raccolta dei rifiuti urbani e speciali prodotti nei territori serviti da Iren Ambiente.
  • Stoccaggio e trattamento: le attività successive alla raccolta vanno dal semplice deposito di rifiuti, alle attività di selezione e pulizia, fino all'avvio a recupero vero e proprio.
  • Valorizzazione: la terza fase del ciclo integrato dei rifiuti consiste nel trasformare lo scarto in nuova materia prima seconda da immettere in un nuovo ciclo produttivo.
  • Recupero energia: l'ultima fase del ciclo integrato dei rifiuti, posta a valle di tutte le altre forme di recupero, è la valorizzazione energetica della frazione non recuperabile.

 

Come avviene lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti?

Il processo di stoccaggio e trattamento avviene attraverso gli impianti di stoccaggio, selezione e trattamento attivi sul territorio, in grado di gestire rifiuti urbani e speciali prodotti da attività urbane, industriali, artigianali, sanitarie, agronomiche e del terziario. I moderni impianti di selezione rappresentano l'ideale anello di congiunzione tra la raccolta differenziata effettuata dai cittadini sul territorio e gli impianti di riciclo; l'obiettivo è quello di minimizzare gli scarti presenti nelle diverse frazioni raccolte, ad esempio la ceramica all'interno del vetro o la plastica nella carta. Si tratta, infatti, di impianti che separano i rifiuti dalle impurità attraverso processi di selezione e vagliatura e li avviano, privi di materiale estraneo, agli impianti produttivi per il riciclo.

Come vengono valorizzati i rifiuti raccolti da Iren Ambiente?

Per recuperare gli scarti e reinserirli nel ciclo produttivo, Iren Ambiente dispone di impianti di valorizzazione del rifiuto, ossia impianti dove è possibile recuperare gli scarti, reinserendoli nel ciclo produttivo. La società gestisce sistemi di valorizzazione della frazione umida, ossia impianti di compostaggio e biodigestori; impianti che selezionano e recuperano le diverse componenti dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche); impianti di selezione e recupero di carta e plastica; impianti di recupero e riciclo degli imballaggi in plastica post-consumo. Ogni fase dei vari processi di valorizzazione è monitorata, al fine di garantire la piena tracciabilità e verificabilità del rifiuto e ogni attività è svolta nel pieno rispetto dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori.

Cosa sono i termovalorizzatori e a cosa servono?

I termovalorizzatori sono impianti che smaltiscono la parte di rifiuti che non può essere recuperata in termini di materia, valorizzandone l'energia contenuta, attraverso la produzione di elettricità e calore. In un sistema virtuoso di gestione dei rifiuti, secondo le direttive comunitarie, quanto residua dalla raccolta differenziata deve infatti essere avviato a recupero energetico: i termovalorizzatori rappresentano, quindi, un tassello nel più ampio ciclo di gestione dei rifiuti e, per questo, sono complementari alla raccolta differenziata; entrambi concorrono a superare il ricorso alla discarica per i rifiuti non trattati, opzione che deve essere evitata.

Servizi commerciali

Quali sono i servizi commerciali offerti da Iren Ambiente?

Iren Ambiente offre una vasta gamma di servizi e attività finalizzate al recupero di materia e alla salvaguardia ambientale:

 

  • Raccolta, selezione e trattamento rifiuti
  • Servizi di pulizia e disinfestazioni
  • Servizi di progettazione
  • Analisi chimiche
  • Bonifiche
  • Altri servizi commerciali, dedicati a attività industriali, artigianali, sanitarie, agronomiche e del terziario

 

Quali sono le attività svolte da Iren Ambiente nel servizio di raccolta, selezione e trattamento rifiuti?

Le principali attività svolte da Iren Ambiente in questo ambito riguardano:

 

  • la raccolta, selezione e raggruppamento preliminare dei rifiuti speciali assimilabili (quali imballaggi in carta, plastica, legno, metallo...) e avvio alle specifiche filiere di recupero mono-materiale;
  • il trasporto di rifiuti speciali e fornitura di idonee attrezzature per il contenimento e la riduzione volumetrica (compattatori, cassoni, benne, presse...);
  • la raccolta e lo stoccaggio e il trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non sia liquidi che solidi e la fornitura di attrezzatura omologata per il contenimento (fusti, big-bag, taniche...);
  • la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti sanitari provenienti da plessi ospedalieri o da studi medici, dentistici e veterinari;
  • raccolta e trattamento oli alimentari;
  • trasporto e noleggio delle attrezzature per l'allestimento di manifestazioni ed eventi, scenografie cinematografiche e teatrali, nonché del servizio di smaltimento e recupero di ogni tipologia di rifiuto prodotto durante gli eventi;
  • attività di messa in sicurezza e rimozione di materiali contenenti amianto nel pieno rispetto delle più severe normative ambientali;
  • smaltimento cartucce vuote a getto d'inchiostro e toner laser delle utenze pubbliche e private della città di Torino che utilizzano i sistemi di stampa come attività di servizio della propria professione (es. scuole e uffici);
  • ritiro a domicilio di sfalci e potature provenienti da condomini e utenze private (il servizio è offerto a Torino su chiamata occasionale o con abbonamento, comprensivo del conferimento presso impianti di trattamento autorizzati)
  • esposizione dei contenitori nella città di Torino, laddove è attivo il servizio di raccolta porta a porta.

 

A chi si rivolgono e quali sono i servizi di pulizia e disinfestazione di Iren Ambiente?

I servizi di pulizia industriale offerti da Iren Ambiente si rivolgono a qualsiasi tipo di attività: industriale, commerciale e di servizi; piccola, media e grande distribuzione, enti, associazioni, condomini, amministratori di stabili, e coprono un'ampia gamma di servizi integrati riguardante l'igiene ambientale degli edifici pubblici e privati. Tra i servizi offerti, troviamo:

 

  • pulizie industriali, manuali e meccanizzate, di edifici, stabili e aree comuni condominiali;
  • lavaggi e sanificazione di aree private di qualsiasi dimensione
  • servizi DDD: disinfezione, disinfestazione, derattizzazione
  • esposizione dei contenitori per gli stabili in cui è attiva la raccolta domiciliare (porta a porta);
  • sgombero locali (cantine, soffitte, magazzini, uffici, negozi...);
  • rimozione dei graffiti che rovinano le superfici degli immobili e rimozione gomme da masticare da superfici verticali e orizzontali;
  • ritiro sfalci e potature;
  • spurgo pozzi e pulizia fosse biologiche e caditoie non collegate direttamente alla rete fognaria;
  • servizi speciali di pulizia e igienizzazione.

 

Cosa sono i servizi di progettazione di Iren Ambiente?

Iren Ambiente progetta e realizza sistemi integrati di gestione rifiuti, di impianti e attrezzature e di piani di monitoraggio ambientale per soddisfare le più diverse esigenze di enti pubblici e privati. In quest’ambito, Iren fornisce:

 

  • progettazione, pianificazione e avvio di sistemi integrati di raccolte dei rifiuti per ambiti urbani; l'utilizzo di appropriate metodologie di lavoro, di specifici software di supporto e di partner qualificati permettono di raggiungere elevati gradi di efficacia
 
  • progettazione e realizzazione di efficienti sistemi di gestione rifiuti per grandi eventi (fiere, concerti, esposizioni...) a ridotto impatto ambientale: Iren effettua attività di analisi, monitoraggio e gestione della raccolta differenziata, supportando la manifestazione con iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte a visitatori ed espositori.

Cosa sono i servizi di analisi e consulenza ambientale?

Iren Ambiente offre alle società del Gruppo e a clienti terzi che operano nel campo ambientale la propria competenza per attività di campionamento, analisi e consulenza avvalendosi, nello specifico, della professionalità di Iren Lab. I laboratori Iren affiancano i clienti nel progettare e attuare piani di monitoraggio ambientale o piani di monitoraggio derivanti dalla valutazione del rischio sicurezza: la più moderna strumentazione è utilizzata per condurre test analitici per i più diversi settori industriali, dalla produzione e distribuzione dell'acqua potabile al trattamento delle acque reflue e al successivo riutilizzo in agricoltura, dallo smaltimento dei rifiuti alla produzione di biogas e biometano, dal monitoraggio delle emissioni in atmosfera alla valutazione della qualità dell'aria, dall'analisi degli ambienti di lavoro alla valutazione del rischio connesso a manufatti contenenti amianto o FAV, dal monitoraggio dei fluidi di processo al controllo qualità dei prodotti chimici utilizzati.

In cosa consiste il servizio di bonifica di Iren Ambiente?

Si tratta del risanamento di siti compromessi e di bonifica di siti contaminati: il servizio bonifica fornisce una soluzione per tutte le fasi dell'intervento - dal campionamento alla certificazione - nel pieno rispetto delle più severe normative ambientali e garantendo l'adozione della migliore strategia e tecnica. Le aree di intervento riguardano siti industriali inquinati, discariche abusive di rifiuti pericolosi, assistenza ai settori tecnici di comuni e altri enti pubblici.

Quali sono gli altri servizi commerciali messi a disposizione da Iren Ambiente?

Iren Ambiente offre una vasta gamma di servizi commerciali dedicati a attività industriali, artigianali, sanitarie, agronomiche e del terziario. I servizi offerti comprendono un’attenta analisi delle specifiche necessità dei clienti, fino alla gestione contemporanea di attività diverse che richiedono un ampio ventaglio di soluzioni e interventi personalizzati, assicurando efficienza, professionalità e prezzi concorrenziali. Per richiedere un preventivo su tutti i servizi di Iren Ambiente è possibile contattare il servizio customer care ambientale:

 

  • attivo sul territorio piemontese, scrivendo all’indirizzo mail amiat@gruppoiren.it o telefonando al n. 800.017277 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00)
  • attivo sul territorio emiliano, scrivendo all'indirizzo mail ambiente.emilia@gruppoiren.it

 

Tari

Cos’è la TARI?

La Legge di stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013 n. 147 e s.m.i.) ha istituito la IUC (Imposta Unica Comunale) di cui la TARI (Tassa sui Rifiuti) è una componente. La TARI è la Tassa sui Rifiuti entrata in vigore in tutti i comuni italiani a partire dal 1.1.2014 destinata alla copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani conferiti al servizio pubblico. Il servizio comprende lo spazzamento, la raccolta, il trasporto e il trattamento (recupero, riciclo, riutilizzo e smaltimento dei rifiuti). La norma prevede che la TARI possa essere applicata attraverso diverse modalità. I comuni nella generalità applicano ancora la TARI (tradizionale) in continuità con I precedenti prelievi (TARSU, TIA, TARES), mentre altri hanno attivato sistemi di Raccolta Puntuale che consentono la misurazione dei conferimenti del rifiuto indifferenziato, applicando metodi di calcolo incentivanti i comportamenti virtuosi delle utenze che differenziano i rifiuti e diminuiscono la produzione a smaltimento. Alcuni comuni hanno deliberato di affidare la gestione della Tariffa Rifiuti con misurazione della quota variabile del rifiuti indifferenziato in modalità corrispettiva al Gestore, si parla in questo caso di TCP, ossia Tariffa Puntuale a corrispettivo.

Cos’è la Tariffa Puntuale Corrispettiva?

Il comma 668 della legge 147/2013 prevede che “I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono prevedere l’applicazione di un prelievo applicato e riscosso dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani”: IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE. 

Quali sono i criteri con cui i Comuni applicano la legge 147 della Tassa Rifiuti e la Tariffa Puntuale Corrispettiva?

  • L’art. 1 dal comma 639 al comma 706 della Legge 147/2013;
  • D.P.R. 158/1999; 
  • disposizioni degli Enti Regolatori (es. ATERSIR, ARERA); 
  • i Regolamenti approvati con apposite delibere di Consiglio Comunale, da cui discendono le tariffe annuali. 

 

Le rispettive Delibere e Regolamenti sono disponibili alla pagina Tributi e Tariffe

Quali sono i comuni per i quali IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE gestiscono oltre al servizio anche la Tassa Rifiuti o la Tariffa Puntuale Corrispettiva?

Come previsto dalla normativa vigente i Comuni possono, fino alla scadenza del relativo contratto, continuare ad avvalersi dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani. L’elenco di questi Comuni per i quali IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE provvedono alla gestione degli sportelli e delle attività di back office è disponibile alla pagina Tributi e Tariffe.

Chi deve pagare la Tassa o la Tariffa Rifiuti Corrispettiva?

La Tassa o la Tariffa Rifiuti sono dovute da chiunque, persona fisica o giuridica, possieda, detenga od occupi a qualsiasi titolo locali ed aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani ed è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare.

Che differenza c’è tra utenze domestiche e utenze NON domestiche?

Sono utenze domestiche, le superfici adibite a civile abitazione e le relative pertinenze (cantine, solai, garage, mansarde ecc). Sono utenze NON domestiche, le restanti superfici delle attività produttive, economiche e professionali in genere; quali le attività industriali, artigianali, commerciali ecc. comprese le associazioni no profit.

Quali sono i locali e/o le aree di immobili non soggetti?

Non sono soggetti al tributo i locali e le aree che non sono permanentemente suscettibili di produrre rifiuti per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati.

 

A titolo di esempio:

  • le unità immobiliari adibite a civile abitazione prive di arredi e sprovviste di contratti attivi di fornitura dei servizi pubblici a rete; 
  • le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 c.c. non detenute o occupate in via esclusiva (androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini); 
  • le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili ad uso abitativo (balconi, terrazze scoperte, posti auto scoperti, cortili, giardini e parchi); 
  • le superfici destinate al solo esercizio di attività sportiva (ferma restando l’imponibilità degli spogliatoi, servizi igienici, uffici, biglietterie, punti di ristoro, gradinate e simili); 
  • i locali stabilmente adibiti a impianti tecnologici (vani ascensore, centrali termiche, cabine elettriche, celle frigorifere, locali di essicazione e stagionatura senza lavorazione, silos e simili); 
  • fabbricati in ristrutturazione purché tale circostanza sia confermata da idonea documentazione; 
  • le aree impraticabili (ad es intercluse all’accesso umano da stabili recinzioni); 
  • le aree adibite in via esclusiva al transito o alla sosta gratuita dei veicoli; 
  • i locali e le aree per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti urbani per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale.

Come viene calcolato l’avviso di pagamento della Tassa Rifiuti? 

La TARI per tutte le utenze, come visibile nell'avviso, si compone di due parti: una quota fissa e una quota variabile. La quota fissa è generalmente comunque dovuta in quanto legata alle caratteristiche “fisse-durature” delle utenze (domestiche e non) quali le superfici degli immobili.

La quota variabile è invece legata per le domestiche al numero dei componenti il nucleo familiare, per le utenze non domestiche sempre in base alla superficie e in relazione alla tipologia di attività (categoria) prevista dal D.P.R. 158/1999.

Nel caso sia stata attivata la Raccolta Puntuale, oltre alla quota fissa viene applicata la quota variabile suddivisa in quota variabile fissa, alla quale viene applicata una riduzione definita in sede di approvazione delle tariffe e una quota variabile misurata in base ai conferimenti del rifiuto indifferenziato; nella quota variabile misurata è previsto un numero minimo di esposizioni - parametrato alla singola utenza e alla capacità del contenitore. Sono conteggiati i conferimenti effettuati dall’utente rispetto ad un numero minimo di conferimenti annui che sono comunque addebitati all’utenza a prescindere da quelli effettuati.

Pertanto, in ogni caso si pagano i conferimenti minimi a cui si aggiungono quelli eccedenti effettuati addebitati in sede di conguaglio.

Sulla somma degli importi viene calcolato il tributo ambientale provinciale.

Come viene calcolata la fattura della Tariffa Puntuale Corrispettiva?

Per le utenze domestiche in base al numero di occupanti e alla superficie dell’immobile. Per le utenze NON domestiche in base alla superficie dell’immobile e alle tipologie di attività (categorie) previste dal D.P.R. 158/1999 che stabilisce le modalità di determinazione delle tariffe. Oltre alla quota fissa viene applicata la quota variabile suddivisa in quota variabile fissa, alla quale viene applicata una riduzione definita in sede di approvazione delle tariffe e una quota variabile misurata in base ai conferimenti del rifiuto indifferenziato; nella quota variabile misurata è previsto un numero minimo di esposizioni - parametrato alla singola utenza e alla capacità del contenitore. Sono conteggiati i conferimenti effettuati dall’utente rispetto ad un numero minimo di conferimenti annui che sono comunque addebitati all’utenza a prescindere da quelli effettuati.

Pertanto, in ogni caso si pagano I conferimenti minimi a cui si aggiungono quelli eccedenti effettuati addebitati in sede di conguaglio.

Sulla somma degli importi viene calcolato il tributo ambientale provinciale.

Sull’importo totale (con esclusione del tributo provinciale) si applica l’Iva del 10%.

Che cosa è il tributo ambientale provinciale e come viene calcolato? 

Il tributo ambientale provinciale istituito dall’art. 19 del D.Lgs. 504/1992 è incassato direttamente dai Comuni e riversato alla Provincia per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente è applicato nella misura percentuale deliberata annualmente dall’Amministrazione Provinciale sull’importo del tributo (max 5%). Il comma 666 della legge 147/2013 fa salva l’applicazione del tributo provinciale.

 Quando si paga la TARI/TCP?

Le scadenze (generalmente 2 rate annuali) sono stabilite di norma dai singoli Regolamenti dei Comuni salvo rimandi contenuti negli stessi ad altri provvedimenti di Giunta o del Consiglio. Per la Tariffa Puntuale Corrispettiva il Gestore pianifica le scadenze, mantenendo le due rate. 

Come si paga la TARI/TCP? 

Il pagamento della TARI (codice tributo 3944 denominato “TARI - tassa sui rifiuti - art. 1 c.639 L. 147/2013”) si effettua con il modello F24:

 

  • presso gli sportelli di Poste Italiane; 
  • presso gli sportelli bancari; 
  • presso le tabaccherie convenzionate con BANCA ITB (tramite il codice a barre prodotto in fondo al modello F24). 

 

Alcuni comuni prevedono altre modalità di pagamento, consultabili nella scheda di ogni singolo comune. Il pagamento della TCP (Tariffa Puntuale a Corrispettivo), essendo una fattura, prevede le stesse modalità di pagamento previste per gli altri servizi a rete gestiti da IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE. 

 

Ulteriori informazioni sugli avvisi di pagamento sono reperibili al n. 800969696 (numero verde).

Ho pagato due volte lo stesso documento, cosa devo fare? 

È necessario presentare istanza di rimborso, compilando il relativo modulo.

Se è stata pagata erroneamente la stessa rata 2 volte relativa all’ultima emissione, è possibile presentare l’istanza di rimborso come sopra descritto oppure attendere la compensazione a credito sulla successiva emissione. Solo per la Tariffa Rifiuti Corrispettiva nel caso non sia possibile effettuare la compensazione degli importi dovuti in fattura, si provvederà a rimborsare direttamente utente

Non ho ricevuto/ho smarrito l’avviso di pagamento/fattura, come faccio a pagare?

È scaricabile gratuitamente l’app IREN YOU che consente di gestire i propri contratti e visualizzare e stampare gli avvisi di pagamento emessi. Il duplicato degli avvisi di pagamento/fatture può essere ottenuto presentandosi al più vicino sportello presente sul territorio, oppure facendone richiesta all’indirizzo servizioclientitari@gruppoiren.it

Cosa devo fare se rilevo errori sull’avviso di pagamento o sulla fattura?

All’atto di ricevimento dell’avviso è bene verificare l’esattezza di tutti i dati contenuti (intestatario, cf, P.IVA, indi-rizzo di recapito/spedizione ecc.) e riscontrate eventuali anomalie è possibile segnalarne la correzione al numero verde al n. 800969696 oppure presentandosi al più vicino sportello presente sul territorio, oppure segnalare la correzione inviando una mail all’indirizzo servizioclientitari@gruppoiren.it.

È opportuno, accertarsi immediatamente, rilevata una eventuale anomalia, se le modifiche da effettuarsi interrompano o meno la scadenza di pagamento utilizzando i canali di comunicazione sopra citati.

È possibile ottenere una rateizzazione dell’importo dovuto?

La rateizzazione degli importi dovuti non scaduti è prevista per legge e secondo modulazioni dei singoli Regolamenti Comunali. Pertanto, è possibile farne richiesta mediante i consueti canali di comunicazione:

 

 

È importante, tuttavia, presentare l’istanza di rateizzazione entro i termini di scadenza indicati sul frontespizio dell’avviso di pagamento.

Come viene determinato il numero dei componenti?

Per le abitazioni nelle quali vi sono uno o più soggetti residenti il numero degli occupanti è quello risultante dai registri anagrafici (in caso di due o più nuclei familiari conviventi, il numero degli occupanti è quello complessivo), comprese le persone ivi stabilmente alloggiate, che il soggetto passivo del tributo è tenuto a dichiarare (ad es: colf, badanti ecc.). Per le abitazioni occupate nelle quali non risulti alcun soggetto residente o in caso di abitazione tenuta a disposizione da un soggetto residente nel Comune, il numero degli occupanti è presuntivamente stabilito dal Regolamento Comunale (da verificare caso per caso), salvo diversa dichiarazione presentata dall’utente e/o verifica da parte del Comune/Gestore. Dal numero complessivo degli occupanti, previa istanza di parte debitamente documentata, sono esclusi quei componenti che risultino ricoverati permanentemente presso case di cura o di riposo (non rilevano le assenze momentanee, es. ricoveri ospedalieri, centri diurni ecc.).

Cosa devo fare se nel corso dell’anno varia il numero dei componenti familiari?

Nulla, se il nucleo è residente, in quanto le variazioni del numero dei componenti derivanti da movimenti anagrafici vengono acquisite d’ufficio, se l’immobile è occupato da non residenti, le variazioni vanno comunicate con apposito modulo.

Ho preso la residenza in una nuova abitazione, devo compilare la dichiarazione di iscrizione?

Sì, è obbligatoria nei termini definiti dal Comune di Residenza nel Regolamento Comunale.

Cosa devo fare se inizio, vario o cesso l’occupazione di un immobile?

I moduli obbligatoriamente da compilare relativi a nuove iscrizioni, variazioni o cessazioni possono essere ritirati presso gli Sportelli IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE presenti sul territorio oppure scaricati dal sito alla pagina Tributi e Tariffe. I moduli compilati e corredati dalla documentazione richiesta possono essere consegnati direttamente agli sportelli IREN AMBIENTE o ACAM AMBIENTE, oppure inviati via posta, o alla mail servizioclientitari@gruppoiren.it, oppure a mezzo PEC all’indirizzo clienti.er@pec.irenambiente.it allegando sempre fotocopia di un documento di identità in corso di validità.

Si ricorda che è obbligatorio indicare sui modelli (ove richiesti) i dati catastali degli immobili.

Gli utilizzi diversi da quello di abitazione di residenza devono sempre essere dichiarati.

Garages e posti auto sono soggetti alla Tassa Rifiuti o alla Tariffa Rifiuti Corrispettiva?

Sì, i garages e posti auto coperti sono soggetti. 

Ho dato in affitto un’abitazione a uno studente/trasfertista che non sarà residente anagraficamente nell’immobile. Chi deve pagare la Tassa/Tariffa Rifiuti? 

Solo se la locazione è concessa per un periodo inferiore a sei mesi, il pagamento è dovuto dal proprietario, viceversa dall’occupante.

Come si calcola la Tassa/Tariffa Rifiuti per le utenze domestiche?

La modalità di calcolo per le utenze domestiche è la seguente:

  • moltiplicare la superficie “calpestabile” interna dei locali (al netto dei muri) per la “parte fissa” della tariffa unitaria a mq deliberata annualmente dal Comune (distinta per n° componenti familiari residenti); 
  • sommare la “parte variabile” della tariffa della tariffa unitaria deliberata dal Comune (anch’essa distinta per n° componenti familiari residenti);
  • nel caso il Comune abbia adottato ai sensi della legge 147 comma 667 la modalità di Tariffazione Puntuale o Puntuale Corrispettiva ai sensi del comma 668, sarà necessario tenere conto per determinare l’imposta totale anche di:
    - applicare lo sconto della quota variabile (% definita nel Regolamento TARI del proprio Comune);
    - addebitare l’importo delle vuotature minime previste dal Regolamento Tari del proprio Comunale,
    - addebitare l’importo delle vuotature eccedenti le minime (se presenti) conferite dall’utenza al servizio pubblico.
  • si aggiunge la % (in Emilia 5%) del Tributo Provinciale.

 

Si riporta un esempio del calcolo dell’imposta TARI tradizionale ipotizzando i valori:

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019 
  • superficie immobile = 100 mq 
  • n. occupanti/n. componenti del nucleo familiare = 3 
  • quota fissa = 0,65 €/mq 
  • quota variabile = Importo definito per un nucleo di 3 persone 120,45 € 
  • addizionale provinciale = 5%

 

(b) quota fissa (€/mq)

0,6500

© Superficie (mq)

100

(d) Importo quota fissa (b*c) 

65,00

(e) n. occupanti

3

(g) Importo quota variabile

120,45

(i) Importo totale quota fissa + quota variabile (d+g)

185,45

(p) Contr. Prov. 5% (i*5%)

9,27

(T) Imposta totale (i+p)

 194,72

Espandi tabella

 

Si riporta un esempio del calcolo dell’imposta TARI puntuale ipotizzando i valori:

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019 
  • superficie immobile = 100 mq 
  • n. occupanti/n. componenti del nucleo familiare = 3 
  • quota fissa = 1,20 €/mq 
  • quota variabile = Importo definito per un nucleo di 3 persone 155,00 € 
  • % riduzione quota variabile 30% 
  • vuotature annuali: 18 
  • addizionale provinciale = 5% 
  • costo a vuotatura = 1,40 €

 

 

 

Di seguito si riporta l’esempio del calcolo dell’imposta Tariffa Puntuale a Corrispettivo ipotizzando i valori:

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019:
  • superficie immobile = 208 mq 
  • n. occupanti/n. componenti del nucleo familiare = 2 
  • quota fissa = 0,2740 €/mq 
  • quota variabile = Importo definito per un nucleo di 2 persone 131,99 € 
  • % riduzione quota variabile 27% 
  • vuotature annuali minime: 12 
  • vuotature eccedenti le minime: 1 
  • addizionale provinciale = 5% 
  • IVA 10% 
  • costo a vuotatura = 1,27 €

 

 

 Come si calcola la Tassa/Tariffa Rifiuti per le utenze NON domestiche?

La modalità di calcolo per le utenze NON domestiche è la seguente:

 

  • si moltiplica la superficie “calpestabile” interna dei locali (al netto dei muri) per la “tariffa totale” unitaria a mq (parte fissa + parte variabile) della propria categoria di appartenenza; 
  • nel caso il Comune abbia adottato ai sensi della legge 147 comma 667 la modalità di tariffazione Puntuale o Puntuale corrispettiva ai sensi del comma 668, sarà necessario tenere conto per determinare l’imposta totale anche di:
        - applicare lo sconto della quota variabile (% definita nel Regolamento TARI del proprio Comune);
        - addebitare l’importo delle vuotature minime previste dal Regolamento Tari del proprio Comunale;
        - addebitare l’importo delle vuotature eccedenti le minime (se presenti) conferite dall’utenza al servizio pubblico. 
  • si aggiunge la % (in Emilia 5%) del Tributo Provinciale.

 

Di seguito si riporta un esempio del calcolo dell’imposta TARI tradizionale NON domestica ipotizzando i valori:

 

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019 
  • superficie immobile (magazzino) = 800 mq 
  • categoria tariffaria assegnata all’impianto= magazzino/deposito 
  • quota fissa categoria tariffaria deliberata dal Comune per magazzino/deposito = 1,25 €/mq 
  • quota variabile categoria tariffaria deliberata dal Comune per magazzino/deposito = 1,89 €/mq 
  • addizionale provinciale = 5%

 

Di seguito si riporta un esempio del calcolo dell’imposta TARI Puntuale NON domestica ipotizzando i valori:

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019
  • superficie immobile (magazzino) = 1.500 mq
  • categoria tariffaria assegnata all’impianto= capannoni industriali e artigianali
  • quota fissa categoria tariffaria deliberata dal Comune per capannoni/industriali= 2,22 €/mq
  • quota variabile categoria tariffaria deliberata dal Comune per capannoni industriali= 1,85 €/mq
  • % riduzione quota variabile da regolamento = 30%
  • contenitore assegnato = 1.100 lt
  • vuotature annuali: 18
  • costo a vuotatura = 27,60 €
  • addizionale provinciale = 5%

 

Di seguito si riporta un esempio del calcolo dell’imposta Tariffa Corrispettiva Puntuale NON domestica ipotizzando i valori:

  • periodo di riferimento = 01/01/2019-31/12/2019 
  • superficie immobile (Ufficio) = 400 mq 
  • categoria tariffaria assegnata all’impianto = Ufficio 
  • quota fissa categoria tariffaria deliberata dal Comune per ufficio = 1,4751 €/mq 
  • quota variabile categoria tariffaria deliberata dal Comune per uffici = 1,2492 €/mq 
  • % riduzione quota variabile 27%
  • vuotature annuali: 12 
  • costo a vuotatura = 8,60 € 
  • addizionale provinciale = 5% 
  • IVA 10%

 

 

Quali sono le riduzioni previste per il prelievo sui rifiuti?

Le riduzioni e agevolazioni sono previste dalla legge sia a favore delle utenze domestiche che delle utenze NON domestiche.

 

Per gli immobili di entrambe le tipologie:

  • se situati al di fuori della zona perimetrata di raccolta comunale dei rifiuti (servita), sono riconosciute riduzioni per le distanze dal più vicino punto di conferimento;
  • idem per gli immobili tenuti a disposizione per usi stagionali, limitati o discontinui (inferiori a 183 giorni annui) tipo seconde case o licenze somministrazione estive.

 

Specificamente per le utenze domestiche sono richiedibili:

  • riduzioni per abitazioni detenute da soggetti che risiedano (AIRE) o abbiano fissa dimora per più di 6 mesi all’anno all’estero;
  • riduzioni per chi effettua il compostaggio domestico (rifiuti organici);
  • riduzioni per presidi sanitari (pannoloni) da verificare sul Regolamento TARI del proprio comune se TARI Puntuale o Tari Corrispettivo;
  • riduzioni per famiglie con bambini di età inferiore ai 30 mesi da verificare sul Regolamento TARI del proprio comune se TARI Puntuale o Tari Corrispettivo.

 

Specificamente per le utenze NON domestiche sono ottenibili:

  • riduzioni delle superfici tassabili per i produttori di Rifiuti speciali
  • sconti proporzionali all’avvenuto Avvio al recupero di rifiuti urbani
  • cessione beni alimentari.

 

Si ricorda che, come previsto dagli specifici Regolamenti comunali, l’applicazione di agevolazioni e riduzioni è effettuata su istanza di parte, previa verifica della sussistenza dei requisiti. I Regolamenti sono disponibili nella sezione La TARI/TCP per il tuo Comune alla pagina Tributi e Tariffe.

Cos’è il Ravvedimento Operoso? 

Il Ravvedimento Operoso è uno strumento a disposizione del contribuente, cittadino, impresa, professionista ecc., che intende mettersi in regola in modo spontaneo ed autonomo, “ravvedendosi” ed attivandosi per sanare le inadempienze/errori prima che l’Ente impositore gli notifichi per le medesime violazioni, un accertamento.

Il ricorso al ravvedimento consente all’utente di sanare la propria posizione TARI, oltre a determinare la corretta consistenza dell’imposta dovuta e a beneficiare dell’applicazione di una sanzione ridotta (rispetto a quella applicata dall’accertamento), oltre al normale addebito degli interessi legali.

È possibile ricorrere al ravvedimento solo nel caso in cui non sia ancora stato notificato l’accertamento che contesta la medesima violazione.

Le inadempienze, le violazioni, gli errori che possono essere ravveduti attivando questo strumento sono:

  • omessi, incompleti, tardivi versamenti;
  • omesse, tardive, incomplete, errate dichiarazioni.

 Reclamo Tassa/Tariffa Rifiuti 

L’utente può presentare reclamo per:

 

 

  • segnalare errori e difformità presenti negli avvisi di pagamento come importi addebitati sbagliati perché calcolati utilizzando variabili incongrue, dati errati relativi all’utenza oppure che derivano da caratteristiche dell’utenza che incidono sulla commisurazione della tariffa, ecc..; 
  • per lamentare situazioni inappropriate o sconvenienti rilevate nelle occasioni di contatto con la nostra organizzazione.

 

 Il reclamo dovrà essere corredato da tutta la documentazione utile alla sua lavorazione con indicazione dei riferimenti dell’utente in modo che all’occorrenza possa essere contattato dal nostro personale per richiedere documentazione aggiuntiva e/o chiarimenti.

 

 

Come presentare il reclamo

Il reclamo deve essere presentato esclusivamente in forma scritta utilizzando il modulo specifico presente su Tributi e Tariffe nella sezione La TARI/TCP per il tuo Comune dedicata ad ogni Comune o su testo libero, avendo cura di riportare in modo puntuale e chiaro tutti gli elementi utili alla definizione della pratica a cui si fa riferimento e le motivazioni per le quali si lamenta un disservizio.

 

 

Dove presentare il reclamo

La presentazione del reclamo puo' avvenire attraverso i canali di seguito elencati:

 

  • presso gli sportelli disponibili sul territorio: l’elenco degli sportelli e dei loro orari è consultabile sul sito: Sedi e contatti
  • pec: irenambiente@pec.gruppoiren.it
  • mail: sportelloreclami.tari@gruppoiren.it
  • fax: 0521 248908; 
  • a mezzo posta, specificando c.a UFFICIO CONTENZIOSO TARI – RECLAMO: 
  • per IREN AMBIENTE: Strada Borgoforte n. 22 –29122 Piacenza; 
  • per ACAM AMBIENTE: Via A. Picco n. 22 – 19125 La Spezia.

 

 

Gestione del reclamo

Il reclamo presentato verrà:

 

 

  • identificato con un codice univoco assegnato alla struttura di riferimento incaricata della sua gestione; 
  • il personale della struttura avvia la fase istruttoria che provvede a valutarne la fondatezza delle ragioni e, nel caso di fascicolo incompleto, avrà cura di richiedere eventuale documentazione aggiuntiva o chiarimenti;
  • al completamento della fase istruttoria viene inviata la risposta all’utente che conterrà le motivazioni a sostegno dell’accoglimento o del diniego alle segnalazioni/richieste contenute nel reclamo.

 

 

I tempi di lavorazione del reclamo

Il Gestore fornirà risposta entro 90 giorni dalla data di ricevimento del reclamo.

 

 

Si ricorda che non rientrano tra i reclami:

Variazione anagrafica utenza

I canali di comunicazione da utilizzare per trasmettere le variazioni anagrafiche sono:

 

 

Si fa presente che queste segnalazioni possono essere inoltrate utilizzando il modulo di variazione anagrafica in formato editabile presente alla pagina Tributi e Tariffe selezionando il comune di appartenenza, sottoscrivendolo e completo degli allegati a supporto della variazione richiesta.

La variazione anagrafica avrà effetto sulla totalità delle posizioni attive presenti per l’utenza nella Banca dati.

 

Cessazioni/Variazioni/Aperture delle posizioni relative agli impianti che incidono sulla consistenza del tributo dovranno essere dichiarate dal contribuente utilizzando l’opportuna modulistica raggiungibile dalla sezione La TARI/TCP per il tuo Comune alla pagina Tributi e Tariffe.

 

Per le informazioni dettagliate relative agli sconti previsti per la Tassa/Tariffa Rifiuti e per il relativo calcolo, si consulti la sezione La TARI/TCP per il tuo Comune alla pagina Tributi e Tariffe.

Informazioni generali

Cosa s’intende per ciclo integrato dell’acqua?

Il ciclo idrico integrato è composto dai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione delle acque reflue. A sua volta, il servizio di acquedotto è suddiviso nelle fasi di captazione, potabilizzazione, adduzione e distribuzione d'acqua potabile.

Cosa significa acqua potabile?

Non tutte le acque dolci presenti in natura possono essere utilizzate direttamente per l’alimentazione: l’acqua è potabile quando è microbiologicamente pura (cioè non contiene germi e batteri pericolosi per la salute), non contiene sostanze chimiche oltre i limiti di legge, è di odore e sapore gradevole. L’insieme dei procedimenti volti a rendere l’acqua idonea al consumo è la potabilizzazione, che può richiedere trattamenti più o meno complessi a seconda della fonte di approvvigionamento. In generale, le acque superficiali, più vulnerabili, hanno bisogno di trattamenti più complessi rispetto alle acque sotterranee, per le quali è in molti casi sufficiente la semplice disinfezione.

Quali sono i servizi svolti da Iren acqua?

I servizi garantiti da Iren Acqua coinvolgono le diverse fasi del ciclo integrato dell’acqua: 

 

  • Acqua potabile: attraverso una rete di acquedotto di circa 23.360 chilometri, Iren distribuisce ogni anno approssimativamente 187 milioni di metri cubi di acqua proveniente da fonti di approvvigionamento eterogenee (invasi, sorgenti, corsi d’acqua superficiali, falda) che garantiscono la continuità dell’erogazione e la qualità della risorsa idrica.

 

  • Rete fognaria e processo di depurazione: Iren gestisce circa 11.162 km. di rete fognaria e 1.323 impianti di depurazione, di diverse dimensioni, che assicurano alte efficienze depurative, con tecnologie che si adattano di volta in volta alle esigenze del territorio su cui gli impianti stessi sono collocati.

 

  • Innovazione e servizi tecnologici: nell’ambito dei servizi idrici, Iren ha strutturato alcune divisioni che offrono agli operatori interni e a soggetti esterni servizi ad alto valore aggiunto, in grado di aumentare efficienza ed efficacia dei processi gestionali. Nell’ambito della gestione delle reti, la società offre servizi di ricognizione, informatizzazione dati, ricerca e controllo delle perdite, campagne di monitoraggio e simulazioni numeriche.

 

  • Qualità dell’acqua: sull’acqua di acquedotto viene effettuata una pluralità di controlli: in primo luogo da parte delle autorità competenti, con una frequenza dipendente dalla quantità di acqua erogata e allo scopo di controllarne la conformità rispetto alle leggi vigenti. Ai controlli esterni si aggiungono poi quelli interni, effettuati dal gestore, allo scopo di verificare la qualità dell’acqua erogata e di supportare il miglioramento dei processi gestionali: l’acqua degli acquedotti di Iren è controllata quotidianamente dai laboratori IrenLab, che prelevano in rete più di 16.000 campioni l’anno e analizzano oltre 220.000 parametri.

In quali territori si estende la rete idrica di Iren?

La rete idrica di Iren serve oltre 2,9 milioni di persone nelle province di Genova, Savona, La Spezia, Parma, Piacenza e Reggio Emilia e in altre regioni italiane per un totale di 265 Comuni, con una grande attenzione al controllo, alla qualità e al territorio. Attraverso una rete di acquedotto di circa 23.360 chilometri, Iren distribuisce ogni anno approssimativamente 187 milioni di metri cubi di acqua proveniente da fonti di approvvigionamento eterogenee (invasi, sorgenti, corsi d’acqua superficiali, falda) che garantiscono la continuità dell’erogazione e la qualità della risorsa idrica.

In che modo è garantita la qualità dell’acqua distribuita?

I requisiti di qualità delle acque vengono costantemente monitorati con controlli analitici effettuati nei laboratori del Gruppo che eseguono campionamenti presso le fonti di captazione, gli impianti di trattamento, le centrali idriche e presso i punti significativi ubicati lungo la rete di distribuzione. Il Gruppo gestisce 4 laboratori di analisi, che effettuano oltre 1 milione di analisi all’anno, di cui oltre 640.000 sulle acque potabili, per garantire un efficiente e controllato servizio ai cittadini, oltre a promuovere iniziative culturali e di ricerca scientifica nel settore delle risorse idriche. Oltre alle analisi effettuate dall’azienda di gestione del servizio, l’acqua viene controllata anche dalle ARPA (Agenzie Regionali Protezione Ambiente) che ne attestano la potabilità e il rispetto dei parametri previsti dalla Legge. La qualità dell’acqua è anche controllata in tempo reale con strumenti automatici di misura. Inoltre sistemi di monitoraggio e telecontrollo consentono di sorvegliare a distanza il buon funzionamento degli impianti, individuare e correggere anomalie.

Fornitura e contratti 

Che cos’è il Regolamento di fornitura?

Il Regolamento di fornitura è il documento che disciplina le modalità di erogazione del servizio e i rapporti tra il gestore e l’utilizzatore del servizio medesimo. Per ulteriori informazioni, consulta la sezione dedicata. 

Come posso stipulare un contratto per il servizio idrico?

Per stipulare un contratto per il servizio idrico, è necessario compilare il modulo online disponibile nella sezione dedicata: consultala per conoscere tutte le informazioni di cui hai bisogno e attivare la fornitura. 

 

Per attivare un nuovo contratto di fornitura idrica con Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, è necessario compilare la richiesta on line nella sezione dedicata o scaricare il modulo disponibile cliccando qui e, dopo averlo compilato, inviarlo secondo le indicazioni in esso contenute. In alternativa è possibile contattare il Servizio clienti Acqua al numero 800 96 96 96 (dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:00 e il sabato dalle 08:00 alle 13:00) oppure recarsi presso lo sportello clienti di Via Picco, 18 - La Spezia (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30).

Come posso cambiare intestazione di un contratto? 

Per cambiare l'intestazione di un contratto senza che la fornitura venga chiusa è necessario fare una richiesta di "voltura": consulta la pagina dedicata per inoltrarla.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi compilare la richiesta on line nella sezione dedicata o scaricare il modulo disponibile cliccando qui e, dopo averlo compilato, inviarlo secondo le indicazioni in esso contenute. In alternativa è possibile contattare il Servizio clienti Acqua al numero 800 96 96 96 (dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:00 e il sabato dalle 08:00 alle 13:00) oppure recarsi presso lo sportello clienti di Via Picco, 18 - La Spezia (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30).

Come posso recuperare/aggiornare il codice fiscale del mio contratto?

Per recuperare o aggiornare il codice fiscale del contratto, è necessario compilare il relativo modulo online. Per ulteriori informazioni, consulta la pagina dedicata.

 Come posso effettuare l’autolettura del contatore?  

Comunicare l'autolettura è molto semplice e puoi farlo comodamente da app o via telefono, contattando il relativo numero verde: consulta la sezione dedicata per conoscere tutti i dettagli.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi comunicare l'autolettura del tuo contatore chiamando il numero verde 800 24 56 03 o attraverso l’App Iren You.

Come posso richiedere la verifica del contatore?

Nel caso in cui si ritengano erronee le misure dei consumi registrate sul contatore, è possibile chiedere al Gestore una verifica sul funzionamento del misuratore. Consulta la sezione dedicata per conoscere i dettagli e inoltrare la tua richiesta.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi compilare la richiesta on line nella sezione dedicata o scaricare il modulo disponibile cliccando qui e, dopo averlo compilato, inviarlo secondo le indicazioni in esso contenute. In alternativa è possibile contattare il Servizio clienti Acqua al numero 800 96 96 96 (dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:00 e il sabato dalle 08:00 alle 13:00) oppure recarsi presso lo sportello clienti di Via Picco, 18 - La Spezia (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30).

Bolletta e tariffe 

Come funziona la tariffa del servizio idrico?

La tariffa del servizio idrico è regolata a livello nazionale dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e, a livello locale, dagli Enti di Governo d'ambito (EGA). Per consultare le tariffe applicate nel tuo Comune, naviga la sezione dedicata.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi consultare le tariffe nella pagina dedicata

La struttura della tariffa è uguale per tutti gli utenti sul territorio nazionale? 

No, la struttura dei corrispettivi applicati alle utenze varia a seconda della tipologia di uso e sul territorio nazionale. Consulta la sezione dedicata per ulteriori informazioni. 

Come si legge la bolletta? 

Per conoscere la spiegazione dettagliata delle singole voci e capire con più facilità la tua bolletta, scarica le guide disponibili nella sezione dedicata: direttamente in formato pdf, per averla a portata di mano tra i tuoi documenti. 

Da cosa è composto il corrispettivo in bolletta?

Nella bolletta per il servizio idrico integrato vengono indicati i corrispettivi per i diversi servizi che lo compongono e di cui il Cliente fruisce: consulta la sezione dedicata per ulteriori informazioni.

Che cos’è il bonus sociale idrico e come ottenerlo? 

Il Bonus nazionale per la fornitura idrica consiste, nel caso di utenze dirette, in una riduzione dell’entità della bolletta idrica o, nel caso di utenza indiretta, nel riconoscimento annuale di un importo pro-capite per i soggetti in condizione di disagio economico sociale. Per ulteriori informazioni, consulta la sezione dedicata.  

Ogni quanto viene emessa la bolletta? 

La fatturazione dei consumi prevede periodicità differenziate in funzione del consumo annuo del contatore stesso: per tutti i dettagli sulla periodicità di fatturazione, vai alla pagina dedicata.

Quando posso richiedere una rateizzazione della bolletta?

La bolletta si può pagare a rate quando la fattura emessa superi del 80% il valore dell'addebito medio delle bollette emesse nel corso degli ultimi 12 mesi. Per ulteriori informazioni e inoltrare la richiesta, clicca qui.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi compilare la richiesta on line nella sezione dedicata o scaricare il modulo disponibile cliccando qui e, dopo averlo compilato, inviarlo secondo le indicazioni in esso contenute. In alternativa è possibile contattare il Servizio clienti Acqua al numero 800 96 96 96 (dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:00 e il sabato dalle 08:00 alle 13:00) oppure recarsi presso lo sportello clienti di Via Picco, 18 - La Spezia (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30).

Posso inviare una richiesta di rettifica fattura?   

Qualora il Cliente ritenga inesatta la somma richiesta in bolletta per la sua fornitura idrica, può inviare una richiesta scritta di rettifica fattura. Per farlo, può compilare il modulo online nella sezione dedicata oppure inviare una richiesta scritta al gestore agli indirizzi indicati in bolletta.

 

Se sei cliente Acam Acque, Gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia della Spezia, puoi compilare la richiesta on line nella sezione dedicata o scaricare il modulo disponibile cliccando qui e, dopo averlo compilato, inviarlo secondo le indicazioni in esso contenute. In alternativa è possibile contattare il Servizio clienti Acqua al numero 800 96 96 96 (dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:00 e il sabato dalle 08:00 alle 13:00) oppure recarsi presso lo sportello clienti di Via Picco, 18 - La Spezia (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30).

Curiosità sull'acqua

Posso fidarmi sempre dell'acqua del rubinetto?

Ogni città ha la “propria acqua”. La qualità dell’acqua erogata dalla rete acquedottistica dipende essenzialmente da due fattori: le fonti idropotabili utilizzate e i trattamenti ai quali viene sottoposta per la potabilizzazione. Sempre e comunque potabile, può avere quindi qualità diverse. Le tecnologie avanzate impiegate nei vari impianti di potabilizzazione e i controlli quotidiani ai quali viene sottoposta garantiscono l’elevata qualità dell’acqua distribuita.

Vuoi sapere la qualità dell'acqua del rubinetto di casa tua? Scegli il comune che ti interessa: potrai conoscere le analisi chimiche e chimico fisiche della tua acqua.

L’acqua del rubinetto va bene anche per i bambini e per gli anziani?

L’acqua distribuita da Iren Acqua è un’acqua potabile di qualità e per questo può essere bevuta da tutti, bambini di ogni età ed anziani in buona salute, senza alcuna controindicazione. Ovviamente in caso di stati patologici o particolari condizioni di salute il medico curante può suggerire il consumo di specifiche acque minerali.

E’ vero che se l’acqua è troppo dura rischio di avere un problema di calcoli?

Il calcare è una roccia sedimentaria che può dissolversi parzialmente nell'acqua sotto forma di sale minerale: il carbonato di calcio. La presenza di carbonato di calcio è chiamata durezza dell'acqua.

Non vi è alcuna evidenza di problemi alla salute legati alla presenza di calcio nell'acqua, che anzi è un elemento molto importante per la vita ed in particolare per il tessuto osseo. Per questo motivo ai bambini ed ai ragazzi, dato il rapido accrescimento, sono consigliate acque ricche di calcio.

Per conoscere la durezza delle acque distribuite vi invitiamo a controllare nelle pagine dedicate alla qualità su questo sito. Vi invitiamo, però, a paragonare quei dati con quelle delle acqua in bottiglia. Ricordiamoci che le acque in bottiglia hanno durezze totali che variano da 1 a 150 °F.   

Durezza dell'acqua ed elettrodomestici

La durezza è una caratteristica naturale dell'acqua che è dovuta sostanzialmente alla presenza in soluzione di calcio e magnesio. La durezza viene espressa in vari modi, come, per esempio, in milligrammi di carbonato di calcio per litro d'acqua o in Gradi Francesi (°F), che corrispondono a 10 milligrammi/litro di carbonato di calcio. Un'altra unità di misura piuttosto diffusa è il Grado Tedesco (°D) che corrisponde a 1,79 gradi francesi. 
La durezza viene a volte accusata ingiustamente di essere dannosa per la salute. Questa idea non trova riscontro nella  normativa sulle acque potabili (D.Lgs. 31/2001), che prevede per la durezza valori consigliati nell'intervallo tra 15 e 50 gradi francesi ed è inoltre smentito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale evidenzia l'esistenza di numerosi studi a supporto di una correlazione positiva tra la durezza dell'acqua e la diminuzione di malattie cardiocircolatorie e più in generale cronico-degenerative.
La durezza è un parametro che ha impatto sulle apparecchiature (lavastoviglie, scaldabagni, ecc.) per cui è importante conoscerla per una regolazione corretta delle stesse. Ad essa è legato il fenomeno del "calcare", cioè di quel deposito che si accumula nei filtri dei rubinetti e che a volte viene scambiato per sabbia. Infatti, quando si scalda un'acqua contenente calcio, tale elemento diventa insolubile, intorbida l'acqua e, se lasciato fermo, crea un deposito. Tale fenomeno è del tutto naturale.
Alcuni consigli per le principali apparecchiature domestiche: 

 

Lavatrici

I moderni detersivi contengono apposite sostanze "complessanti" e "sequestranti", in grado di ridurre od eliminare gli effetti della durezza dell'acqua. E' sufficiente utilizzare le dosi consigliate di detersivo, più raramente, per acque particolarmente dure, può essere opportuno aggiungere additivi specifici. In ogni caso, essendo l'effetto degli additivi maggiore alle bassa temperature, conviene utilizzare cicli di lavaggio a temperatura medio-bassa.  

 

Lavastoviglie

La lavastoviglie è dotata di un addolcitore, cioè di un dispositivo che scambiando il calcio con il sodio elimina la durezza dell'acqua. E' sufficiente quindi regolare la quantità di sale (cloruro di sodio) che agisce da rigenerante, in base alla tabella riportata solitamente nel libretto delle istruzioni e che tiene conto del valore di durezza dell'acqua (reperibile sul nostro sito). La regolazione può essere effettuata anche in maniera empirica, procedendo per tentativi in base ai risultati "estetici" del lavaggio a partire da una regolazione per una durezza media dell'acqua (30 gradi francesi).  

 

Scaldabagno 

Il riscaldamento dell'acqua provoca la precipitazione del carbonato di calcio tanto più quanto maggiore è la temperatura. E' consigliabile quindi tenere temperature non eccessivamente alte dell'acqua calda (attorno ai 45-50 °C). Può essere necessario fare eseguire dal proprio idraulico di fiducia una pulizia periodica dello scaldabagno o del suo scambiatore.

Perché viene aggiunto cloro all’acqua? Il cloro o altro disinfettante presente nell’acqua è pericoloso?

L'acqua potabile scorre nei tubi sotto terra per tanti chilometri, passa in serbatoi pensili o sotterranei e quindi viene in contatto con l'aria e con ambienti diversi. Per questo motivo la legge prescrive l'aggiunta del cloro o suoi composti, prima dell'invio in rete, in difesa dell'acqua e quindi della salute dei cittadini.


Le quantità di disinfettante aggiunte all'acqua sono minime e non dannose per la salute; trattandosi di sostanze volatili è sufficiente, mettere l'acqua in una caraffa a collo largo un po' prima del suo utilizzo, per eliminarne le tracce di cloro e quindi anche l'odore.  

Le caraffe con il filtro possono migliorare la qualità l’acqua?

Le caraffe, o brocche filtranti, sono costituite da un elemento filtrante contenente carbone attivo e resine, il cui effetto combinato consiste sostanzialmente in un miglioramento del sapore e una sensibile diminuzione della durezza dell’acqua, mantenendo pressoché inalterato il contenuto salino.

Questi semplici dispositivi sono quindi utili in quei casi in cui l’acqua  dell’acquedotto, già potabile, non presenta particolari problemi tranne quello del gusto, generalmente attribuibile al cloro utilizzato in fase di potabilizzazione e mantenuto attivo sino al punto di utilizzo per garantire la purezza microbiologica. 

La protezione del contatore dal gelo

La corretta custodia dei contatori dell'acqua spetta ai Clienti, ma alcuni semplici accorgimenti possono evitare disagi nella fruizione del servizio e soprattutto spese impreviste per la sostituzione del contatore gelato. 
I contatori più soggetti a rotture da gelo sono quelli esterni (nei bauletti o nelle nicchie) o quelli situati in locali non isolati o in abitazioni utilizzate raramente, come le case al mare o in montagna in cui si trascorrono le vacanze.

 

Coibentare

I contatori situati all'esterno, nei bauletti o nelle nicchie e quelli che si trovano in locali non riscaldati, devono essere opportunamente coibentati, ovvero rivestiti di materiale isolante. Si può usare polistirolo o poliuretano espanso, materiali facilmente reperibili presso rivenditori del settore edile. Lo spessore dei pannelli deve essere di almeno due centimetri e mezzo. I rivestimenti devono ovviamente permettere la lettura del quadrante del contatore mediante agevole spostamento e riposizionamento del rivestimento. 
Occorre evitare, invece, di rivestire le tubature avvolgendole con lana di vetro o stracci. Si tratta di materiali che assorbono l'acqua e che, ghiacciandosi, possono aumentare il rischio di guasti. Inoltre costituiscono un potenziale luogo di annidamento per insetti e sporcizia.

 

Chiudere e svuotare

Se i contatori sono in fabbricati disabitati, è bene chiudere il rubinetto che si trova sopra il misuratore e provvedere allo svuotamento dell'impianto. Con temperature particolarmente basse e per lunghi periodi è possibile installare cavetti scaldanti, alimentati elettricamente e dotati di termostato per contenere i consumi di energia.

 

Un filo d'acqua

Se la temperatura esterna dovesse rimanere per vari giorni sotto zero, nei fabbricati non riscaldati e è consigliabile lasciare che da un rubinetto esca un filo d'acqua. È sufficiente una modesta quantità, evitando inutili sprechi.

 

Quando finisce l'inverno

Con il rialzo delle temperature è opportuno verificare lo stato dei contatori ed i livelli di consumo, in quanto lo scioglimento del ghiaccio porta alla luce eventuali rotture e dispersioni idriche in atto. Nel caso si riscontri la rottura del contatore occorre chiamare tempestivamente il Pronto Intervento IRETI. Se invece il danno è nell'impianto interno, bisogna chiudere subito la valvola generale dell'acqua e chiamare un idraulico di fiducia per le necessarie verifiche e riparazioni.

 

Se l'impianto è condominiale

Per prevenire rotture e malfunzionamenti, occorre:

  • coibentare i tratti di tubazione esposti all'aria, specialmente quelli che attraversano androni o altri locali aperti o non riscaldati;
  • proteggere dal gelo i contatori dei servizi comuni, con particolare attenzione per quelli situati nei locali di cui sopra;
  • chiudere le valvole a monte dei contatori nei singoli appartamenti in caso di assenze prolungate e se possibile svuotare l'impianto a valle del contatore;
  • chiudere le valvole di intercettazione a monte dei contatori e svuotare gli impianti interni degli appartamenti sfitti o non abitati;
  • in caso di freddo particolarmente intenso, se possibile è consigliabile utilizzare le prese d'acqua per i servizi condominiali al fine di scaricare temporaneamente le colonne montanti.

Se abbiamo anche il pozzo

Nel caso in cui l'impianto idrico dell'abitazione sia alimentato anche da un pozzo privato è importante evitare che le acque non si "confondano" e, per fare questo è necessario installare un disconnettore.

 

Il disconnettore è un dispositivo di protezione idrica in grado di impedire il ritorno di acque provenienti dall'impianto cliente nella rete dell'acquedotto. Tale ritorno di acqua può avvenire a seguito di variazioni di pressione nella rete di distribuzione o sovrappressione in maniera da creare inversione di flusso. Il disconnettore, installato tra la rete pubblica e quella di utenza negli impianti di distribuzione idrica, crea una zona di separazione di sicurezza che evita il contatto tra le acque contenute nelle due reti.

La valvola di non ritorno della fognatura

Per evitare allagamenti o fenomeni di rigurgito delle fognature in edifici, cortili, garage seminterrati, ovverosia in tutti quei locali posti ad una quota inferiore al piano stradale, consigliamo di installare sulla propria fognatura idonei sistemi antirigurgito utili ad evitare che la pubblica fognatura confluisca in proprietà, attraverso il proprio allacciamento, nel caso di anomalo funzionamento della rete pubblica esterna.  
Un sistema antirigurgito è composto da una valvola di non ritorno che impedisce al refluo proveniente dalla fognatura stradale di ritornare verso i locali seminterrati e, se ritenuto necessario dal progettista, da una pompa che spinge il refluo prodotto dai residenti oltre la valvola di non ritorno stessa.  Altra buona norma costruttiva, sempre nel caso che esistano vani o superfici al disotto del piano stradale, è quella di prevedere ampie griglie scolanti e vasche di accumulo nel proprio cortile per captare le acque di dilavamento stradale in caso di anomalo funzionamento della pubblica rete esterna, o di momentanea inefficienza delle caditoie stradali.  
Ricordiamo che quanto sopra è anche indicato nei regolamenti di pubblica fognatura di alcuni ambiti gestiti dal gruppo IREN. 

Gli impianti domestici ad osmosi inversa sono consigliabili?

L’osmosi inversa è una tecnica normalmente utilizzata quando si vuole ridurre la concentrazione salina di un’acqua. A parte però casi particolari, le acque distribuite dalla rete acquedottistica hanno un contenuto salino equilibrato e un trattamento ad osmosi può risultare sovrabbondante. 

Perché talvolta, soprattutto dopo un lungo periodo di non utilizzo di acqua, dai rubinetti esce acqua di color rosso e/o con sedimenti? 

Quando andiamo in vacanza o manchiamo da casa per lunghi periodi, l'acqua rimane ferma nelle tubazioni e se queste sono costituite anche solo parzialmente da materiali metallici, l'acqua tende a reagire con i metalli in un processo chiamato corrosione che porta in soluzione degli ossidi ed idrossidi di ferro di colore rosso. All'apertura dei rubinetti queste particelle vengono allontanate con il flusso dell'acqua e noi vediamo uscire un'acqua colorata. Il fenomeno però dura solo il tempo necessario al ricambio dell'acqua che era ferma nella nostra rete domestica. 
Talvolta lo stesso fenomeno può manifestarsi dopo l'esecuzione di lavori sulla rete di distribuzione stradale; anche in questo caso è sufficiente aprire per qualche minuto tutti i rubinetti dell'abitazione per allontanare i sedimenti.

Mi hanno proposto un "depuratore"

Ci sono in commercio - e vengono spesso proposte - apparecchiature di trattamento dell'acqua, sulle quali è bene precisare alcuni concetti.

 

  1. Non sono depuratori - Le apparecchiature non depurano e non rendono l'acqua potabile, ma ne modificano soltanto alcune caratteristiche, ad esempio la durezza. Sostenere il contrario, come alcuni venditori fanno, è decisamente pericoloso e contro la legge che vieta di definire queste apparecchiature "depuratori d'acqua". L' acqua distribuita può piacere o non piacere (ad esempio perché troppo dura; si tratta, però, dell'acqua che da sempre si beve in queste zone), ma è già potabile. La sua potabilità è attestata dai controlli dell' Autorità Sanitaria. 
    Una legge (il decreto del Ministero della Sanità n°443 del 21/12/90) regolamenta l'utilizzo degli apparecchi, poiché quando sono installati impropriamente e gestiti non correttamente possono dar luogo a spiacevoli inconvenienti. Gli apparecchi devono essere ubicati in locali igienicamente idonei, installati da tecnici qualificati ( come previsto anche dalla legge 46/90 ) con collaudo da parte dell'installatore e certificazione di corretto montaggio e che l'apparecchio deve avere punti di prelievo e monte e a valle, by-pass (automatico o manuale) e valvola di ritegno. Il contatore deve sempre rimanere a monte. L'installazione, infine, deve essere notificata all' Azienda USL - Servizio di Igiene Pubblica di competenza.
  2. I documenti devono essere chiari - Un altro punto importante sono i documenti tecnici: devono essere chiari e segnalare ogni elemento riguardante la funzionalità dell'apparecchio. Stesso discorso per il manuale di manutenzione sul quale deve esser dichiarata la conformità dell'apparecchio al Decreto 443/90. Esistono, poi, prescrizioni specifiche per ogni tipo di apparecchio:
    • addolcitori - devono rigenerare almeno ogni 4 giorni e devono avere una disinfezione automatica durante la rigenerazione e un sistema di miscelazione che impedisca di erogare acqua al di sotto dei 15°F, con il contenuto in sodio non eccedente i 200mg/l (indicazioni del DLgs 31/01); le resine e gli scambiatori devono rispondere alle prescrizioni previste per i tipi utilizzati nel campo alimentare;
    • dosatori di reagenti chimici - il dosaggio deve essere sempre proporzionale alla portata. I reagenti devono rispondere alle prescrizioni di purezza previste per campo alimentare o trattamento acque potabili e le confezioni dei prodotti devono riportare chiaramente sull'etichetta composizione e campo di impiego;
    • apparecchi a osmosi inversa - il funzionamento deve essere automatizzato, con un dispositivo di non-ritorno anche sullo scarico. Le membrane ed altri componenti devono rispondere ai requisiti previsti per materiali a contatto con alimenti e bevande. Se avete un serbatoio di raccolta a valle del trattamento, l'impianto dovrà esser dotato di un sistema di disinfezione continua;
    • filtri meccanici - Sono ammessi esclusivamente quelli con rete sintetica o metallica in grado di trattenere particelle sospese di dimensioni non inferiori ai 50 micron. I filtri devono essere facilmente lavabili, automaticamente o manualmente;
    • sistemi fisici - Per questi apparecchi il Decreto si preoccupa di stabilire dei limiti affinchè non generino campi magnetici, considerati da alcuni specialisti dannosi per l'organismo;
    • filtri a carbone attivo - Da soli non sono ammessi per il trattamento domestico. Devono sempre essere integrati con altri materiali o altri dispositivi. Sono stati documentati, infatti, rischi di proliferazione batterica e di rilascio incontrollato di microinquinanti.
  3. Qualità dell'apparecchio e serietà dell'installatore - Quando si decide l'installazione di un apparecchio che incide sulla qualità dell'acqua che si beve, queste sono due caratteristiche ineliminabili. Il consiglio è preferire l'idraulico di fiducia, tecnici specializzati o aziende facilmente contattabili. Particolare attenzione deve essere posta successivamente anche nella manutenzione. Si tratta sempre di una macchina che non può essere installata e poi abbandonata. La manutenzione deve essere efficiente e puntuale, altrimenti l'apparecchio si può trasformare in un "inquinatore" dell'acqua distribuita.
  4. Non esagerare con l'addolcimento - La Legge stabilisce per l'acqua addolcita che la durezza non sia inferiore ai 15°F. Un'acqua troppo addolcita può provocare fenomeni di corrosione nelle tubature interne delle abitazioni con la produzione di acqua scura ( rossastra o giallastra) e questo è un fenomeno, purtroppo, in forte crescita. Un addolcimento molto spinto può anche provocare un'eccessiva presenza di sodio.
  5. Iren non c'entra - Da ultimo, ricordiamo che Iren non ha alcun collegamento con le vendite porta a porta di apparecchi di trattamento. 

Consigli per il risparmio

Applica il frangigetto ai rubinetti e alla doccia

Il frangigetto è un miscelatore che permette di ottenere un getto efficace con la metà dell'acqua comunemente utilizzata per avere lo stesso risultato. Ciò è possibile attraverso una valvola di riduzione della portata dell'acqua che, sfruttando la forza dell'acqua stessa, la miscela con aria aumentandone il volume.

Fai manutenzione alla rete idrica domestica

Un rubinetto che gocciola o un water che perde acqua non vanno trascurati: possono sprecare decine di litri d'acqua al giorno. Una corretta manutenzione, il controllo delle guarnizioni o, se necessario, una piccola riparazione fanno risparmiare acqua potabile altrimenti dispersa senza essere utilizzata.

Usa razionalmente lo scarico del WC

Uno scarico del water che permette di regolare il flusso dell'acqua fa ri­spar­mia­re decine di migliaia di litri all'anno. Ogni volta che premi il pulsante si con­sumano 10-12 litri di acqua. Installa quindi una cassetta di scarico dotata di doppio tasto, che eroga quantità d'acqua diverse secondo il bisogno, o di riduttore di consumo, che puoi trovare normalmente in commercio.

Preferisci la doccia al bagno

Usa la doccia, e inoltre chiudila mentre ti insaponi, orienta bene il getto per evitare che finisca sul muro ed installa un riduttore di flusso. Puoi risparmiare oltre il 75%. Il consumo d'acqua per un bagno può essere fino a quattro volte superiore rispetto a quello per una doccia.

Evita di tenere aperto il rubinetto inutilmente

Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti fai la barba o lo shampoo. Evita di consumare acqua inutilmente.

Usa acqua corrente solo quando serve

Per lavare i piatti o le verdure utilizza un contenitore e usa l'acqua corrente solo per il risciacquo. Inoltre, usa l'acqua di cottura di pasta e patate - che ha un forte potere sgrassante - per lavare le stoviglie: permette non solo un risparmio idrico, ma anche di detersivi.

Utilizza elettrodomestici funzionali e a pieno carico

Usa sempre la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico. Consumerai meno acqua e meno energia.

Questi elettrodomestici consumano tanta acqua ad ogni lavaggio (80-120 litri), indipendentemente dal carico di panni e stoviglie. Inoltre leggi nel libretto di istruzioni la loro portata massima (kg di biancheria e numero di stoviglie) e adottala come regola per il loro caricamento.

Presta attenzione all'acqua usata in giardino

Alle tue piante servono tante cure, non tanta acqua.
Innaffia il giardino solo se necessario e sempre verso sera: quando il sole è calato, l'acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra. Inoltre le piante e i fiori del terrazzo si possono annaffiare con acqua piovana o riutilizzando l'acqua impiegata per lavare la frutta e la verdura.

Non usare l'acqua corrente per pulire l'auto

Se lavi l'auto, usa il secchio e la spugna e non l'acqua corrente.
Meglio ancora lavare l'auto presso gli appositi autolavaggi dotati di impianti di ricircolo e recupero dell'acqua

Controlla il tuo contatore a rubinetti chiusi

A volte alla sera, prima di andare a dormire, controlla che tutti i rubinetti di casa siano ben chiusi e leggi sul contatore dell'acqua il livello di consumo raggiunto. Al mattino appena sveglio, controlla di nuovo quanto segna il tuo contatore. 
Una differenza anche minima significa che c'è una perdita nella rete interna. Serve anche per prevenire bollette "salate" che il gestore dell'acquedotto comunque ti farà pagare.

Informazioni generali

Cos’è IRETI e di cosa si occupa?

IRETI è la società del Gruppo Iren che gestisce in modo integrato e capillare sul territorio nazionale la distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, cercando ogni giorno con competenza e professionalità di offrire ai propri clienti efficienza, efficacia, economicità ed elevata qualità nei servizi, nel pieno rispetto dell’ambiente e della sicurezza di lavoratori e cittadini.

Dove opera IRETI?

IRETI ha sede legale a Genova e opera nelle regioni del nord Italia; gestisce la distribuzione dell’energia elettrica nell’intero capoluogo piemontese e a Parma; eroga la distribuzione del gas in Piemonte, a Genova e nelle province emiliane di Parma, Piacenza e Reggio Emilia; fornisce i servizi idrici integrati in buona parte della Liguria, nelle province di Genova, Savona, Imperia e La Spezia, in numerose città del territorio emiliano nelle province di Parma, Piacenza e Reggio e in alcuni comuni del Piemonte. Attraverso la controllata ASM Vercelli, gestisce i servizi a rete anche a Vercelli e in numerosi comuni della provincia.

Quali sono i territori in cui il servizio distribuzione di energia elettrica è gestito da IRETI?

IRETI gestisce la distribuzione di energia elettrica nelle Città Torino, Parma e Vercelli (tramite la controllata ASM Vercelli): la società coordina le attività operative sul territorio riguardanti la sorveglianza, la manutenzione, il rinnovo, il telecontrollo e il pronto intervento sugli impianti e sulle reti di distribuzione di energia elettrica. 

Quali sono i territori in cui il servizio distribuzione gas è gestito da IRETI?

Il servizio distribuzione gas è attivo in 105 Comuni di Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. 

Quali sono i territori in cui il servizio idrico integrato è gestito da IRETI?

La società gestisce il servizio idrico integrato in 238 comuni di Emilia Romagna (province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), Liguria (province di Genova, La Spezia, Imperia e Savona), Piemonte (province di Asti e Vercelli), dove opera negli ambiti dell’approvvigionamento idrico, fognatura e depurazione delle acque reflue. 

Energia elettrica

Quali servizi i clienti finali possono richiedere direttamente a IRETI e attraverso quali canali?

È possibile rivolgersi direttamente al distributore, senza l’intermediazione del proprio venditore, per chiedere le prestazioni seguenti:

  • Richiesta spostamento misuratore senza contratto attivo e/o linee con emissione di preventivo
  • Richiesta connessione nuovo stabile in bassa tensione
  • Richiesta POD

È possibile richiedere i servizi indicati compilando e inviando a IRETI i moduli appositi: consulta la sezione dedicata per ulteriori informazioni.

Come posso comunicare le autoletture o richiedere la sostituzione del gruppo di misura dell’energia elettrica?

Per i clienti le cui forniture sono dotate di contatore elettromeccanico, è possibile comunicare le autoletture o richiedere la sostituzione del gruppo di misura dell’energia elettrica contattando il numero verde 800 010 573. Per i clienti le cui forniture sono dotate di contatore elettronico, è disponibile il portale Smart POD attraverso cui è possibile, previa registrazione, comunicare le autoletture e visualizzare i dati di misura comunicati da IRETI alle Società di Vendita e, nel caso dei produttori, al GSE/Terna.

Cos’è la sperimentazione per l'ammodernamento delle colonne montanti e come posso aderire?

L’ammodernamento delle colonne montanti, ai sensi della Delibera n.467/2019 dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in materia di ammodernamento delle colonne montanti vetuste, è una sperimentazione avviata con l’obiettivo di incentivare l’adeguamento dell’impianto elettrico sito nei condomìni con data di costruzione precedente il 1985, garantendo il rimborso dei costi delle opere edili ed elettriche.  Per partecipare alla sperimentazione, consulta la sezione dedicata e scarica la modulistica necessaria. Puoi ricevere maggiori informazioni contattando il numero verde 800 010 573 o scrivendo a colonnemonanti@ireti.it.

Che cos’è il Piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G (PMS2)?

Il Piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G (PMS2), programmato da Ireti, consiste nella sostituzione dei vecchi contatori elettromeccanici e dei contatori 1G con i nuovi contatori 2G che consentono un monitoraggio più efficiente e facilitano la gestione dei consumi di energia elettrica delle famiglie e delle imprese.

Su quali territori ed entro quando sarà effettuata l’installazione dei nuovi contatori 2G?

Il piano di sostituzione dei contatori interesserà il bacino di utenza di Ireti, costituito da circa 1,1 milioni di abitanti, nei comuni di Torino e Parma. Per la pianificazione di dettaglio, le città di Torino e Parma sono state suddivise rispettivamente in 8 e 2 aree territoriali, ciascuna delle quali contenente uno o più CAP territorialmente contigui.

L’installazione dei nuovi contatori 2G sarà effettuata tra il 2021 e il 2035, ma attraverso un piano di installazione massiva, Ireti sostituirà la pressoché totalità dei misuratori attualmente in campo entro la fine del 2026. Ciò permetterà all’utenza servita da Ireti di beneficiare delle funzionalità del nuovo sistema 2G in tempi molto rapidi. Consulta la sezione dedicata per conoscere i dettagli.

Come posso inviare un reclamo?

Richieste e reclami riguardanti prestazioni tecniche sugli impianti fino al contatore possono essere segnalati utilizzando il modulo apposito e inviandolo a IRETI come indicato nella sezione dedicata.

Gas

Come posso richiedere l'allaccio alla rete?

La richiesta di preventivo per l'allacciamento alla rete segue procedure differenti a seconda del territorio: consulta la sezione per conoscere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Quali sono i prezzi per l'esecuzione delle prestazioni di allacciamento?

IRETI S.p.A., in accordo a quanto previsto dal Codice di Rete tipo per la distribuzione del gas naturale, ha definito un listino prezzi delle Prestazioni Accessorie al servizio principale di distribuzione eseguibili dal distributore: consultali nella pagina dedicata

Che cos'è il Bonus sociale gas?

Il Bonus sociale gas è una compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura di gas naturale a favore di famiglie in condizione di disagio economico e fisico, sotto forma di sconto sulla bolletta. A partire dal 2021 il bonus sociale per disagio economico viene erogato in modo automatico in bolletta per i nuclei familiari che ne hanno diritto, senza che questi debbano presentare domanda, come previsto dal Decreto Legge 26 ottobre 2019 n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157. 

Come posso inviare un reclamo?

Richieste e reclami riguardanti prestazioni tecniche sugli impianti fino al contatore possono essere segnalati utilizzando il modulo apposito e inviandolo a IRETI come indicato nella sezione dedicata.