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Inquinamento da plastica: che cosa prevede il trattato mondiale che vuole contrastarlo

23 dicembre 2024
  • Il Trattato mondiale sulla plastica, promosso dalle Nazioni Unite, coinvolge oltre 170 paesi con l’obiettivo di eliminare l’inquinamento da plastica entro il 2040.
 
  • Le misure previste includono la riduzione della plastica vergine, sistemi di gestione dei rifiuti più efficienti, prevenzione dell’inquinamento marino e responsabilità estesa per i produttori.
 
  • Il Gruppo Iren contribuisce con impianti innovativi come il Circular Plastic e il Recap di Parma, dedicati al riciclo della plastica, e con iniziative educative per promuovere la sostenibilità e la gestione responsabile dei rifiuti.

L’inquinamento da plastica è una delle emergenze ambientali più pressanti del nostro tempo. Secondo dati delle Nazioni Unite ogni anno oltre 400 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte nel mondo, e una percentuale significativa finisce nell’ambiente. Gli oceani sono i più colpiti: circa 11 milioni di tonnellate di plastica raggiungono i mari ogni anno, con effetti devastanti sulla biodiversità marina e sugli ecosistemi. Di fronte a questa crisi, la comunità internazionale ha deciso di intervenire con un approccio globale. Il Trattato mondiale sulla plastica, attualmente in fase di definizione, rappresenta una delle iniziative più ambiziose per affrontare questa sfida, con l’obiettivo di eliminare l’inquinamento da plastica entro il 2040.

Gli obiettivi del Trattato globale sulla plastica

Il Trattato mondiale sulla plastica è promosso dalle Nazioni Unite e coinvolge oltre 170 paesi. Il suo scopo è quello di creare un quadro vincolante per ridurre l’inquinamento da plastica lungo tutto il ciclo di vita di questo materiale, dalla produzione allo smaltimento. Tra le misure principali previste ci sono:

 

  • Riduzione della produzione di plastica vergine: il trattato intende limitare l’utilizzo di plastica monouso, promuovendo materiali alternativi e modelli di produzione più sostenibili.
  • Miglioramento della gestione dei rifiuti: si punta a implementare sistemi di raccolta e riciclo più efficienti, evitando che la plastica finisca nell’ambiente.
  • Prevenzione dell’inquinamento marino: il trattato mira a proteggere gli ecosistemi marini attraverso misure di contenimento e recupero della plastica dispersa nei mari.
  • Responsabilità dei produttori: le aziende saranno chiamate a contribuire ai costi della gestione dei rifiuti attraverso il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR).

 

Uno degli aspetti più innovativi del trattato è l’approccio olistico alla riduzione dell’inquinamento. Il Trattato, infatti, non si limita a disciplinare lo smaltimento dei rifiuti ma incoraggia un ripensamento dell’intera filiera della plastica, favorendo l’economia circolare e il design sostenibile. L’obiettivo è di raggiungere un testo definitivo entro il 2025, evitando che l’inquinamento da plastica continui a causare danni irreparabili all’ecosistema globale.

Perché il trattato è fondamentale per il futuro

Il trattato mondiale sulla plastica rappresenta una svolta epocale nella lotta contro l’inquinamento globale. Oltre a fissare obiettivi ambiziosi per la riduzione della plastica, il trattato mette in evidenza l’importanza della collaborazione internazionale. La sua efficacia dipenderà dall’impegno concreto di governi, aziende e cittadini nel rispettare e implementare le misure previste.

 

L’Italia, con il suo know-how nel campo del riciclo, ha un ruolo di primo piano in questa sfida. Impianti come quello di Iren a Parma rappresentano un modello replicabile per promuovere l’economia circolare e ridurre l’uso di risorse vergini. La transizione verso una gestione sostenibile della plastica è una necessità non solo per il Pianeta, ma anche per garantire un futuro prospero e resiliente alle prossime generazioni.

 

Il cammino verso un mondo libero dalla plastica è ancora lungo, ma il trattato mondiale offre una guida chiara e ambiziosa.

 

Con il contributo di aziende, istituzioni e cittadini, questa visione può diventare realtà, trasformando una delle più grandi sfide ambientali del nostro tempo in un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con il Pianeta.

esterno dell'impianto Circular Plastic

L’impegno di Iren contro l’inquinamento da plastica

Il Gruppo Iren si distingue per il suo impegno nell’economia circolare e nella riduzione dell’impatto ambientale della plastica, grazie a un approccio integrato che abbraccia sia il trattamento dei rifiuti che la sensibilizzazione.

 

Nel 2024, Iren ha inaugurato l’impianto Circular Plastic a Borgaro Torinese, in provincia di Torino. 

Questa struttura è un esempio all’avanguardia di gestione sostenibile della plastica proveniente dalla raccolta differenziata, con una capacità di trattamento di oltre 70.000 tonnellate all’anno. Grazie a tecnologie avanzate, l’impianto recupera materiali plastici che vengono trasformati in nuove risorse, contribuendo a chiudere il ciclo dei rifiuti.

 

 Questo processo permette di evitare l’uso di materie prime vergini, riducendo al contempo le emissioni di CO₂ associate alla produzione di nuova plastica.

 

Un altro tassello fondamentale della strategia di Iren è rappresentato dall’impianto Recap, situato a Parma, un centro d’eccellenza dedicato alla selezione e al recupero di carta, cartone e plastica. Recap svolge un ruolo cruciale nella separazione e nel trattamento della plastica proveniente dalla raccolta differenziata, migliorando l’efficienza del riciclo e garantendo la qualità del materiale recuperato. Questa infrastruttura è un esempio concreto di come sia possibile trasformare i rifiuti in risorse, contribuendo all’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale.

 

Oltre alle attività di trattamento dei rifiuti, Iren è impegnata nella promozione di una cultura della sostenibilità. Attraverso progetti educativi come Eduiren, il Gruppo sensibilizza le nuove generazioni sull’importanza del riciclo e della gestione responsabile delle risorse. Inoltre, le campagne contro la plastica monouso e a favore dell’uso di contenitori riutilizzabili dimostrano l’attenzione di Iren verso l’intero ciclo di vita della plastica, dalla produzione al riutilizzo.

 

Grazie a questi interventi, il Gruppo Iren non solo riduce l’impatto ambientale della plastica, ma rappresenta anche un modello di innovazione sostenibile, dimostrando che è possibile combinare efficienza economica e tutela dell’ambiente. Il suo approccio integrato alla gestione dei rifiuti offre soluzioni concrete per affrontare una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo.

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